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Si direbbe che i nomi gli scorrono addosso senza mai riusicre ad appiccicarglisi...
La faccia di Gurdulù si illuminò; era una larga faccia accaldata in cui si mischiavano caratteri franchi e moreschi: una picchiettatura di efelidi rosse su una pelle olivastra; occhi celesti liquidi venati di sangue sopra un naso camuso e una boccaccia dalle labbra tumide; pelo biondiccio ma crespo e una barba ispida a chiazze. E in mezzo a questo pelo, impigliati, ricci di castagna e spighe d'avena




Italo Calvino, Il Cavaliere Inesistente